Innovazione nella P.A. il progetto Italia Sicur@

Il Paese, è ormai cosa nota, ha la necessità di recuperare competitività per tentare di mantenere il passo delle Nazioni più avanzate e di quelle "emergenti" che, negli ultimi anni, hanno stravolto il quadro macroeconomico mondiale. La via della crescita competitiva non può necessariamente riguardare solo il settore privato, anche la Pubblica Amministrazione deve fare la sua parte poichè la sua inefficienza, inevitabilmente, limita le capacità di sviluppo delle imprese e  contribuisce a peggiorare la qualità della vita dei cittadini.  Questo concetto ormai è stato introdotto nei percorsi di rinnovamento della Pubblica Ammnistrazione, tuttavia, ancora non riesce compiutamente a produrre i suoi effetti positivi. Il perchè è stato individuato nella difficoltà ad organizzare processi innovativi omogenei su tutto il territorio, nell'inadeguatezza formativa del personale e nella difficoltà, nei processi tecnologicamente avanzati, di garantire gli indispensabili livelli di sicurezza informatica. Per accorciare questo gap è nato il il progetto Italia Sicur@, varato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dalla Fondazione Ugo Bordoni (FUB), e patrocinato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, è stato sviluppato al fine di monitorare e intervenire efficacemente sui livelli di sicurezza informatica della Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alle Amministrazioni locali. Le attività e gli obiettivi del progetto saranno presentati ufficialmente tra qualche settimana dagli esperti impegnati nella sua realizzazione.
La crescente utilizzazione delle tecnologie ICT nei processi interni della Pubblica Amministrazione e nei servizi da essa offerti ai cittadini richiede, nella maggior parte dei casi, la sicurezza del trattamento dei dati. A tal fine non è sufficiente definire i protocolli e i requisiti a livello applicativo (a esempio nel caso della firma digitale, della posta elettronica certificata o dei servizi sanitari on-line), poiché le protezioni previste potrebbero essere aggirate se il software è vulnerabile e se i soggetti che gestiscono tali sistemi non posseggono tutte le conoscenze necessarie per utilizzare in sicurezza processi e servizi innovativi. Per ridurre significativamente i rischi  di violazione dei sistemi ICT e non compromettere dati e servizi (che in certi casi, come ad esempio in ambito sanitario, presentano forti requisiti di protezione) verrà pianificato un intervento formativo capillare e coordinato che consenta di coinvolgere le amministrazioni pubbliche, migliorare l’aspetto gestionale del settore e sanare i sistemi ICT più critici. Gli obiettivi, inoltre, sono la diffusione delle best practices e l’implementazione delle competenze tecniche in tema di sicurezza informatica all’interno della Pubblica Amministrazione, anche al fine di garantire ai cittadini la tutela dei propri dati personali. Per la realizzazione del progetto è stato istituito un tavolo tecnico, cui partecipano la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e DIGITPA. Quest’ultima è un ente pubblico non economico, con competenza nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nell'ambito della pubblica amministrazione.
Il CNI metterà a disposizione gli iscritti all’Albo Professionale nel Settore “Ingegneria dell’Informazione”, professionisti con elevate conoscenze e competenze e soggetti al codice deontologico, presenti in tutto il territorio nazionale. La Fondazione Ugo Bordoni è sottoposta alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e opera fin dai primi anni ottanta nel settore della sicurezza ICT, fornendo significativi contributi alla Pubblica Amministrazione in tale settore.


Leggi l'articolo che ha dedicato al progetto "L'Ingegnere italiano"

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